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RISONANZA MARIANA

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ARTICOLICORONAVIRUS

I parroci di Cassino hanno raccolto le firme tra i fedeli per chiedere al sindaco di riconoscere la cittadinanza onoraria alla Madonna per ringraziarla di aver protetto la città dal Covid.

Appena ho letto questa notizia su “Corriere.it” ho pensato che ha ragione Ferdinando Sudati quando nel suo contributo presente nel libro “La goccia che fa traboccare il vaso” curato da Paolo Scquizzato per la Gabrielli editori commenta la reazione dei devoti mariani alla crisi pandemica che ci ha colpito e osserva che questo periodo ha fatto affiorare «l’esistenza di una religione parallela al cristianesimo […] avente per oggetto la Beata Vergine Maria.»

Anche in questa occasione post-pandemica (almeno per il nostro Paese) possiamo osservare gli strascichi di quella che sempre Sudati definisce «risonanza mariana» riferendosi a quella serie di atteggiamenti, spesso fuori controllo, messi in atto da religiosi e laici per “assicurarsi” la protezione di Maria.

In questo agire dei devoti mariani e dei parroci della cittadina laziale traspare una religiosità che non ha nulla di cristiano e che resta ancorata a riti pagani il cui scopo principale è quello di ingraziarsi la divinità affinché sia benevola nei confronti di coloro che a lei si rivolgono con tanta devozione.

I preti di Cassino, che dovrebbero essere guide attente nei confronti dei parrocchiani a loro affidati, non esitano invece a sostenere che Maria possa aver agito per proteggere dalla pandemia la loro comunità.

Si comprende bene come una simile considerazione risulti ingenua per chiunque abbia una fede leggermente più matura e “offensiva” (passatemi questo termine) nei confronti di Maria e di Dio.

Se la madonna avesse davvero protetto Cassino, sarebbe stata assolutamente scorretta nei confronti delle altre zone d’Italia (per non parlare degli altri stati) dove invece il Covid19 ha mietuto (e sta mietendo) tantissime vittime, specie tra i più deboli.

E’ evidente che una simile religiosità si basa su una “vecchia” (e dannosa) concezione di Dio; un Dio interventista che agisce (in questo caso tramite Maria) creando discriminazioni e favoritismi.

Tutti noi, leggendo questi segni, siamo chiamati ad abbandonare questa strada per intraprendere il cammino di una spiritualità più generativa e feconda.

Un bel libro che consiglio è questo di Francesco Cosentino dal titolo “Non è quel che credi” – Liberarsi dalla false immagini di Dio.
«Alla base della crisi spirituale del nostro tempo vi è un grande ostacolo per la fede cristiana: abbiamo frainteso Dio e ne abbiamo interiorizzato un’immagine oppressiva e soffocante, quella di un contabile puntiglioso e di un giudice severo. Questo libro nasce dal desiderio di aiutare le persone a superare le immagini di Dio negative e malsane, che spesso hanno ferito la loro vita. Dinanzi alla situazione di queste persone abbiamo il dovere di chiederci: come è possibile fare una buona esperienza di Dio? È possibile annunciare Dio come una buona notizia?»

foto Wiki Commons: https://commons.wikimedia.org/wiki/User:Ludmi%C5%82a_Pilecka

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