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COME PREGARE?

di:

RIFLESSIONI

Come pregare?

Dio stesso ci dà qualche indicazione.

Quante volte ti è capitato di non sapere come pregare? Cosa dire, cosa fare, a chi rivolgere la tua preghiera e cosa chiedere…

La Parola di Dio ovviamente ci viene in aiuto. Dio è sempre vicino all’uomo, ha posto la sua tenda in mezzo all’umanità, figuriamoci quindi se non si è preoccupato di suggerirci il modo con il quale possiamo parlare con Lui.

Prendiamo allora alcuni versetti del libro dell’Esodo dove si narra dell’incontro tra Dio e Mosè: Es 34,4-9.

«Mosè si alza di buon mattino e sale sul monte»

Sin dall’inizio appare chiaro che sei tu che devi metterti in movimento, è l’uomo a dover fare la “prima mossa”. Sei tu che devi andare incontro a Dio.

«con le due tavole di pietra in mano»

Mosè sale sul monte portandosi dietro la legge, come gli aveva indicato Dio stesso. Tu, allora, fai come Mosè e incamminati verso Dio, con questo bagaglio: la Sua legge. Il cristiano deve avere sempre con sè la legge di Dio.

«allora il Signore scese nella nube»

Qui vanno sottolineati due aspetti: il primo è che se tu ti avvicini al Signore, lui ti viene incontro, Dio viene verso l’uomo che lo cerca, ma (ed ecco il secondo punto) resta comunque all’interno della nube. Nella preghiera Dio ti è vicino, senti la sua presenza, ma, proprio come accade quando c’è una fitta nebbia, non puoi vederlo.

«si fermò là, presso di lui»

Se tu ti predisponi per la preghiera, Dio scende verso di te e si ferma al tuo fianco. Avviene un incontro. Un fantastico incontro.

«il Signore passò davanti a lui»

Il popolo di Israele sapeva che nessuno può vedere la gloria di Dio (Es 33,18)

Quando preghi, se lo fai con le parole di Dio nel tuo cuore, Dio stesso ti viene incontro, ti si avvicina, ti ascolta, ma devi sapere che tu non potrai mai conoscerlo in pienezza. Dio ci dice che lui non è un idolo da usare per i nostri comodi. E quante volte invece pregando pensiamo di poter piegare Dio alla nostra volontà? La tua preghiera non potrà mai usare Dio per scopi umani. Dio non può essere strumentalizzato e teologicamente parlando non avrebbe neanche senso. In proposito, Andrés Torres Queiruga ha scritto «Implica sostenere che siamo noi i primi a voler salvare il mondo, a provare compassione per la sofferenza, a interessarci per il progredire del bene, e che per questo preghiamo affinché anche Dio si impegni a collaborare.» [1] Dio è infinitamente più grande della nostra capacità di comprenderlo. Differenza che il passo qui analizzato sottolinea nel versetto 8:

«Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò»

Qui la parola di Dio ci spiega come Mosè conosca la grandezza di Dio e dimostra questa sua consapevolezza anche con un atteggiamento del corpo. Perciò quando preghiamo inginocchiamoci davanti al Signore, predisponendo la nostra anima all’ascolto, ma se ci è possibile facciamolo anche fisicamente.

BUONA PREGHIERA!

[1] A.Torres Queirigua, Quale futuro per la fede?, Elledici TO, 2013, pag. 79

Ti posso consigliare un libro? QUAGLIE DAL MARE è una mia raccolta di preghiere che prendono spunto da brani della Bibbia. Un’occasione per meditare su alcuni versetti dell’Antico Testamento e per provare a pregare con un atteggiamento nuovo. Lo trovi in formato ebook a prezzo scontato su AMAZON:

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