IL SEMINATORE E LA MONGOLFIERA

Commento al brano evangelico in cui Gesù ci racconta la parabola del seminatore – Matteo 13,1-23

Questo brano del Vangelo di Matteo ci parla di un seminatore, ma io voglio partire da una mongolfiera.

Tutto nasce da una mongolfiera che un’azienda commerciale ha piazzato sabato pomeriggio accanto alla chiesa della mia parrocchia. Gruppi di due/tre bambini potevano entrare nel cesto per provare l’ebrezza di questa macchina volante. L’addetto aumentava la potenza del fornello, un suono sibilante si diffondeva attorno e l’aria calda entrava nel pallone che iniziava ad alzarsi da terra. Ma l’esperienza finiva a distanza di dieci secondi e a due metri circa dal suolo. Tutto era tenuto ben saldo da tre canapi che impedivano un qualsiasi movimento della mongolfiera. Ho deciso quindi di andarmene, nella certezza che nessun parrocchiano si sarebbe librato in aria per quel pomeriggio.
Tornando a casa non mi capacitavo del fatto che una bellissima ed enorme mongolfiera era stata posizionata nella piazza, in maniera completamente funzionante ma nella precisa consapevolezza che mai si sarebbe alzata in volo. Suonava strana questa cosa. La mongolfiera è fatta per volare, come un cavallo è fatto per correre. E se fosse stato un messaggio che involontariamente veniva consegnato a noi cristiani che quel pomeriggio, come del resto tutti gli altri sabato, bazzichiamo nei pressi della chiesa e nei locali parrocchiali? Me ne sono convinto. Il nostro seguire Gesù è un po’ come quella mongolfiera: ci capita di ascoltare un’illuminante lectio divina, oppure di vivere un’avventura esaltante, o chissà quale altra esperienza. Allora partiamo in quarta ma, con il passare del tempo, nell’incontro con la realtà di tutti i giorni, il nostro entusiasmo si smorza e la nostra vita diventa di una banalità e normalità disarmante senza nessuna connotazione cristiana. Azioniamo il bruciatore, riempiamo il “pallone” di aria calda, iniziamo a staccarci da terra e… appena arriva il momento di volare… robuste corde fissate al suolo ci riportano a terra.
Ma allora perché ci siamo comprati ‘sta mongolfiera??

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 13,1-23.
In quel giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare.
Si cominciò a raccogliere attorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca e là porsi a sedere, mentre tutta la folla rimaneva sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose in parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono.
Un’altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c’era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo.
Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò.
Un’altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono.
Un’altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. Chi ha orecchi intenda».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?».
Egli rispose: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Così a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono.
E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: Voi udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani.
Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono.
In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l’udirono!».
Voi dunque intendete la parabola del seminatore:
Tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l’uomo che ascolta la parola e subito l’accoglie con gioia,
ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato.
Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l’inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto.
Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta».

Ti potrebbe interessare anche...