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IL PRIMO GIORNO

Una poesia di Simone Cristicchi nata in questi giorni di quarantena da pandemia per Covid-19

In questi giorni di quarantena da Covid-19, Simone Cristicchi, con la sua grande sensibilità che abbiamo imparato a conoscere tramite le sue canzoni, i suoi scritti e i suoi lavori teatrali, ha offerto a tutti noi, una poesia inedita tramite la fraternità di Romena che ha pubblicato il video dell’artista sul proprio canale Youtube.

Sono righe dense di speranza, che guardano ad un futuro che ognuno di noi desidera ardentemente possa arrivare il prima possibile. Il primo giorno di un nuovo mondo che nascerà quando finalmente liberi dal pericolo del contagio usciremo dalle nostre case e potremo incontrare nuovamente i vicini, gli amici, i parenti e assaporare cose semplici, che non costano niente ma delle quali in questi giorni stiamo riconoscendone l’alto valore e che stiamo imparando ad apprezzare sentendone fortemente la mancanza.

Ecco il video di Simone Cristicchi “Il primo giorno” e, sotto, il testo completo.

IL PRIMO GIORNO

Il primo giorno del nuovo mondo
ci svegliammo a un accenno dell’alba
salutando con gli occhi il ritorno del sole.

Nell’aria un profumo di pane sfornato
e un’improvvisa voglia di capriole.
“Io sono qui” – disse il mondo a raggi unificati
“E voi dove siete stati?”
Noi nella tana in letargo a dormire
Noi coi gerani ad ornare i balconi
Noi rinchiusi nei giorni lunghi secoli
con l’unico scopo di restare vivi.

Il primo giorno del nuovo mondo
come soldati tornati dal fronte
ammutoliti dallo stupore scendemmo tutti in strada,
nel silenzio interrotto soltanto dai nostri “buongiorno”,
e da qualche risata.

I sopravvissuti chiesero un sorso d’aria
l’abbraccio negato rivedere il mare, mangiare un gelato:
cose inestimabili a buon mercato.
I bambini tornarono a scuola, come andassero a una festa
dopo la lunga ricreazione.
Furono loro alla testa della rivoluzione.

Il primo giorno del nuovo mondo
fu il tempo di uscire al di fuori di noi
dalla Terra imparammo la grande lezione
rinati alla vita, più umani di mai
Così al suo segnale, in mondovisione
ci scrollammo di dosso il mille e novecento
e i sospiri di sollievo divennero il vento.

[Simone Cristicchi]