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L’ATTIVITA’ CHE SANTIFICA

Il titolo della sesta parte del primo capitolo della Gaudete et Exsultate spiega bene qual è la piega che deve prendere questo nostro lungo, personale, cammino verso la santità: dobbiamo attivarci perché il Regno di Dio va costruito. Siamo parte attiva di questo progetto ed è quindi inutile aspettare che le cose ci “cadano dal cielo”.
E quando si lavora lo si fa in squadra, si fatica, si suda, si sbaglia, ci si scontra, ma si cresce insieme.
Il papa ci avvisa, al n. 26 «Non è sano amare il silenzio ed evitare l’incontro con l’altro, desiderare il riposo e respingere l’attività, ricercare la preghiera e sottovalutare il servizio.»
Tutte queste cose devono essere integrate fra loro. Questi aspetti non vanno mai presi da soli, ma vanno sapientemente gestiti.
Un servizio senza preghiera diventa sterile; una preghiera continua senza l’incontro con l’altro diventa antievangelica «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.»
(Mt 7, 21)-
L’augurio che mi faccio e che faccio a voi amici, per questa giornata, è di riuscire a realizzare quanto il “santo” don Tonino Bello scriveva commentando la lavanda dei piedi «Alzatevi da tavola, siate contemplativi. Anzi, siate CONTEMPLATTIVI, con due “T”: contemplate il Signore, ascoltatelo, e poi agite.»

La frase l’ho estrapolata da una preghiera posta all’inizio di questo libro di don Tonino Bello «SCRIVO A VOI CATECHISTI» che non è solo per i catechisti, ma a mio avviso per ogni educatore, genitore e cristiano. Le parole di don Tonino sono sempre una ventata di spiritualità e di dolcezza.