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MARIA E PACHAMAMA

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Ogni vita vera è incontro

L’immagine è quella che appare nel biglietto di auguri natalizi dell’ONG Franciscans International (“la voce francescana alle Nazioni Unite”). Prende spunto dall’incontro narrato nei vangeli fra Maria ed Elisabetta (episodio noto come “visitazione”) ma con una notevole modifica: al posto di Elisabetta è stata posta l’immagine della Pachamama (la dea della madre terra onorata da alcune popolazioni dell’Amazzonia).

A me piace molto questa idea che, ad uno sguardo frettoloso e poco incline all’approfondimento, potrebbe apparire di cattivo gusto se non addirittura blasfema perché mette un idolo pagano al posto della nostra cara Elisabetta e addirittura lo pone allo stesso livello della madre di nostro Signore Gesù Cristo.

Ma questa proposta iconografica ha dietro di sé le parole di papa Francesco che in occasione del recente Sinodo per l’Amazzonia ha invitato i cattolici ad avvicinarsi a queste popolazioni del sud America in punta di piedi.

Il pontefice esorta quindi ad un avvicinamento fra culture diverse, fra religioni diverse, ed è proprio per sottolineare la grande importanza che ogni incontro riveste che gli stessi responsabili di Francescans International mettono, a corredo del disegno, la breve frase del filosofo e teologo Martin Buberogni vita vera è incontro”.

Noi cattolici del XXI secolo non possiamo continuare ad arroccarci sulle nostre posizioni, in atteggiamento difensivo, ostili ai cambiamenti e timorosi delle diversità, come per secoli la chiesa ha purtroppo fatto. Possiamo essere credibili solo se ci apriamo agli altri, se capiamo che Dio si manifesta ad ogni uomo e non fa esclusioni perché il suo spirito di amore pervade tutte le sue creature. Pensare una cosa diversa, significa giustificare un sentimento discriminatorio nei confronti delle popolazioni indigene dell’Amazzonia che adorano la dea terra perché per essi, per la loro cultura, per la loro esperienza di vita, è lei che dà loro ogni giorno la vita; per queste popolazioni la sopravvivenza dipende dalla foresta, dalla terra, dalle coltivazioni, dagli animali che vengono cacciati. Noi, che simili bisogni li abbiamo superati, che riusciamo a gestirli in maniera diversa, non possiamo permetterci di considerare il loro culto una forma di devozione satanica.

Accostare quindi Maria a Pachamama non significa mancare di rispetto alla madre di Dio ne può essere considerato un invito a sposare un culto panteistico. Questa immagine, molto più semplicemente, è una sollecitazione ad aprirci agli altri, ai lontani, a chi crede in un Dio che non è quello di Gesù Cristo, a chi prega in modo diverso dal nostro, a chi utilizza riti che ci appaiono strani o insignificanti. Perché è solo nell’incontro tra le diversità che si possono fare passi avanti, è solo nell’incontro che possiamo trovare la vita vera.

Clicca QUI per vedere il biglietto di auguri originale.

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