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MARIA EGIZIACA

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Il nuovo libro della teologa Selene Zorzi : MARIA EGIZIACA – “Sono una donna e sono nuda”.

«Se fosse compilata una lista di santi che non sono mai esistiti, santa Maria Egiziaca comparirebbe tra i primi». Così inizia il libro della teologa Selene Zorzi che racconta e commenta la storia di questo personaggio femminile molto noto specialmente in ambito monastico a partire dal VI secolo, basandosi sul testo agiografico, in greco, attribuito a Sofronio di Gerusalemme che la stessa autrice ha tradotto e che il lettore può ritrovare (in forma inedita) nella seconda parte del volume.
Come già accaduto per i precedenti suoi lavori (vedi ad esempio “Al di là del genio femminile” o “Il genere di Dio”) anche in questo scritto senz’altro più “leggero” rispetto agli altri, la Zorzi ci offre il contributo che solo una visione di una teologa-donna può dare.
Gran parte della particolarità di “Maria Egiziaca” edito dalla San Paolo per la collana “Madri della fede” diretta da Cristina Simonelli e Rita Torti, risiede proprio nelle “opposizioni concettuali” che, partendo dagli unici due personaggi del libro e cioè il monaco Zosima e Maria Egiziaca, vengono alla luce lungo le pagine del racconto. E’ la stessa autrice che nell’introduzione ci fornisce una mappa:

ZOSIMA – MARIA
maschile – femminile
istituzione – carisma
regola – misericordia
perfezione – pentimento
virtù – peccato
obbedienza – trasgressione
spirito – corpo
volontà – desiderio
sacerdozio – profezia
potere – seduzione
consuetudine – eros
opere – fede
completezza – mancanza
mortificazione – incarnazione

E sono queste le contrapposizioni che ritroviamo sottolineate nella vicenda piacevolmente narrata che inizia con la presentazione del monaco Zosima apparentemente ormai giunto al sommo grado di realizzazione della pratica religiosa all’interno di quell’unico universo (la vita monastica) a lui noto, che prosegue nel suo “mettersi in gioco” abbandonando il luogo in cui aveva da sempre vissuto, per cercare un’alterità che troverà in quel personaggio all’inizio a lui misterioso (nonostante tutta la sua sapienza) che si presenterà con queste parole: «Sono una donna […] e sono nuda» […] «una donna peccatrice».

La conoscenza e il dialogo fra i due continuerà poi per tutto il racconto (che vi invito a leggere per scoprire i tanti aspetti di fede e spirituali utili ad ognuno di noi che l’autrice ci offre e che qui per ovvie ragioni devo tralasciare) fino al giorno in cui si separeranno con la speranza di incontrarsi nuovamente; incontro che avverrà soltanto in parte perché Zosima, dopo aver attraversato il deserto, troverà soltanto il «santo cadavere» di Maria Egiziaca che dovrà seppellire.

Così si conclude questo paradossale cammino a ritroso che Zosima, grazie a Maria, compie nella sua vita di perfezione e che lo porterà ad una conversione che, scombinando i confini tra modelli maschili e femminili, gli permetterà l’accesso alla vera santità.

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