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MARTA (e Maria)

E’ da quando abbiamo conosciuto il nuovo messia, quel tale Yeshua venuto da Nazareth, che mia sorella Maria si sta comportando in modo sbagliato.
Lei si fa forza del fatto che già altre, prima di lei, hanno lasciato la loro casa per seguire il galileo. Dice che le hanno raccontato che Yeshua sia molto contento che le donne capiscano che la loro condizione non è quella di stare solamente in casa a fare da serve ai propri padri o mariti. Che anche a noi donne deve essere concessa la possibilità di avvicinarsi alla parola del Signore.
Ma la Legge la conosciamo già. Sappiamo anche che il re Salomone nei suoi proverbi ha indicato i compiti che spettano alla donna se vuole essere perfetta nel suo ruolo di padrona di casa.
Maria, invece, sembra aver di colpo dimenticato gli insegnamenti di nostro padre.
Guardatela mentre sta facendo gli onori di casa; crede forse di essere un uomo?
Perché non è qui al mio fianco ad aiutarmi per accogliere nel migliore dei modi questo pellegrino che oggi ha fatto visita alla nostra casa?
Yeshua proviene da un lungo cammino e perciò in questo momento ha bisogno di qualcuno che gli offra riparo e ristoro. Mi hanno sempre insegnato che dobbiamo essere sempre attente verso i forestieri accogliendoli con la massima cordialità possibile ricordandoci del dovere dell’ospitalità che ci attende nei confronti di chi ci è prossimo.
Non posso fare altro, seppur con un minimo di vergogna, che rivolgermi al nostro ospite.
Lui è un maestro, un rabbi che conosce le scritture e saprà pertanto indicare a Maria quali sono i suoi doveri in questo momento.