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NON VIENE ALLA LUCE

«non viene alla luce». Oggi fermiamoci a rileggere questa frase che Gesù ci dice.
Ed è un’indicazione davvero importante. 
E’ una sottolineatura non da poco perché ci fa capire che non basta “accendere la luce”.
Oh, che bello! Prima era tutto buio e non vedevo niente e magari battevo il “pollicione” sullo spigolo del letto. 
Ora vedo ogni cosa. So cosa ho intorno. So dove andare.
Credo che il Vangelo di Giovanni [3,14-21], negli ultimi versetti ci dica qualcosa di ancor più profondo.
Cosa pensiamo se diciamo “venire alla luce”? La nostra mente evoca un piccolo cucciolo d’uomo ancora attaccato alla mamma, che si imbatte improvvisamente in un mondo per lui nuovo.
Ecco la differenza sostanziale. Quel bimbo non si trovava in una stanza buia, impossibilitato a portare avanti la sua vita, nella quale per miracolo qualcuno ha acceso una luce.<

br>No, lui stava già vivendo una sua storia con delle regole precise, in un luogo preciso. 
Quando giunge il momento opportuno, diventa protagonista di una vera e propria rivoluzione. 
Attorno a lui c’è un mondo molto più grande, totalmente nuovo con (cosa importante) regole diverse: certo,ora c’è la luce, mentre prima tutto si svolgeva al buio; ma c’è anche l’aria, mentre prima era circondato solo da liquido amniotico nel quale non poteva respirare. Ora può aprire gli occhi, ora può allargare i polmoni, ora può distendere le sue membra.
Capite che sostanziale cambiamento? Che trauma?
La stessa cosa deve capitare a noi. Se ci convertiamo al Vangelo, se davvero ci fidiamo delle parole di Gesù, la nostra vita cambia. Ma cambia in un modo assolutamente radicale. C’è una differenza profondissima tra chi mette Dio al primo posto e chi no. Ma non è la differenza che c’è tra chi resta al buio e chi invece ha una lampada a disposizione. No. La differenza è una differenza direi ontologica. Nel buio (lontani da Dio) portiamo avanti un tipo di vita, sbagliata se confrontata con il messaggio evangelico, ma pur sempre vita, che spesso addirittura amiamo, nella quale sguazziamo, ma se veniamo alla luce (la luce di Cristo incarnato, morto e risorto) iniziamo una vita completamente diversa. 
E così, i nostri orizzonti che prima erano limitati, fanno posto all’universo intero; le membra che prima eseguivano piccoli movimenti, ora ci permettono di camminare, danzare, saltare e correre a perdifiato. La mancanza d’aria che non ci consentiva di respirare lascia il posto alla bellezza del rigenerarsi con ampie boccate di ossigeno.