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VOGLIO PARLARTI ADESSO

LA CANZONE DI PAOLO JANNACCI CANTATA AL FESTIVAL DI SANREMO 2020.

foto: screenshot | Youtube | Rai

Sarà che sono padre,
sarà che quando si parla di rapporti umani l’animo si addolcisce,
ma “Voglio parlarti adesso“, la canzone che Paolo Jannacci ha portato al festival di Sanremo 2020, mi ha commosso.
Per qualche minuto questo brano ci fa calare (qualora l’avessimo messo da parte) nel nostro ruolo di genitori, ricordandoci la difficoltà di questo compito, ma anche (e sopratutto) la bellezza. E ci chiama anche alle nostre responsabilità.
Capita che le richieste dei nostri figli non ci arrivino con domande dirette e che quindi dobbiamo essere noi capaci di coglierle al volo anche se non sempre sappiamo come «afferrare il vento» e non sempre abbiamo sin da subito il coraggio che ci viene richiesto. «Vorrei che non tremassi come me; ho visto piangere un gigante, figurati se non piango io»
Il genitore nasce con il proprio figlio e ri-nasce genitore davanti ad ogni nuova esperienza. «Che sono nato adesso amore mio».
Gli anni passano in fretta e ce ne accorgiamo quando improvvisamente il cucciolo d’uomo che gattonava ai nostri piedi, è ormai un ragazzo con una barbetta incipiente o una ragazza con i primi abbozzi di seno; e malediremo il tempo perso che non avremo messo a loro disposizione. «E il tempo che non ti do, è tempo perso». Perché il tempo è nemico insidioso e lo capiremo solo quando porterà via «i tuoi sorrisi grandi, i giochi tra le porte»
Non sprechiamo nessuna occasione; ogni momento è quello giusto per guardare negli occhi nostra figlia o nostro figlio e dirle/gli «nessuno può, da questo cielo in giù, volerti bene più di me.»
E dovremo fargli/le capire che il babbo è sempre disponibile in ogni momento e l’aiuto che potrà dare sarà anche quello di non intervenire più nella loro vita perché ormai può andare da solo/a. «e quando il modo di aiutarti sarà di non aiutarti più.»
Fino a quando gli anni ci peseranno sulle spalle e la morte ci separerà, ma se saremo stati dei bravi genitori, continueremo a vivere nel ricordo dei nostri figli che forse, nelle sere più tristi e più difficili, si sentiranno consolati dalla nostra mano che accarezzerà il loro volto « Ma se una notte sentirai carezze sarò io… »

Là fuori c’è la guerra e dormi
Ma qui ci penso io a te
Vorrei che non tremassi come me
Ho visto piangere un gigante
Figurati se non piango io
Che sono nato adesso amore mio
Confesso che non so, non so
Come si può, afferrare il vento
E il tempo che non ti do, è tempo perso
Voglio parlarti adesso
Solo per dirti che
Nessuno può da questo cielo in giù volerti bene più di me
Voglio parlarti adesso
Prima che un giorno il mondo porti via
I tuoi sorrisi grandi i giochi tra le porte
E quell’idea che tu resti un po’ mia
Non sarò mai pronto a dirti sì
Ma quando vai sai che mi trovi qui
E quando il modo di aiutarti
Sarà non aiutarti più
Sorridi in faccia all’odio e manda giù
Potrei svegliarti poi ma poi non so, se poi, sarà lo stesso
Ora è sempre il mio miglior momento
Voglio parlarti adesso
Solo per dirti che
Nessuno può da questo cielo in giù volerti bene più di me
Voglio parlarti adesso
Prima che un giorno il mondo porti via
I tuoi sorrisi grandi i giochi tra le porte
E quell’idea che tu resti un po’ mia
Non sarò mai pronto a dirti sì
Ma quando vai sai che mi trovi qui
Le stelle appese poi cadranno giù
E un giorno ci diremo addio
Ma se una notte sentirai carezze sarò io…
Voglio parlarti adesso
Prima che un bel tramonto porti via
Le corse senza fine, addormentarsi insieme
E quell’idea che tu resti un po’ mia
Non sarò mai pronto a dirti sì
Ma tuo padre sarà sempre qui
Si è fatto tardi… adesso dormi