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GAUDETE ET EXSULTATE

DIETRO QUELLA PORTA CI ABITA UN SANTO

Sono molto belle le parole di papa Francesco quando sottolinea che la santità, oltre che della singola persona beatificata o canonizzata, la si deve, e la si può ritrovare nel “popolo di Dio paziente”, in coloro che silenziosamente, nascostamente, compiono cose grandi agli occhi di Dio; e lo fanno con semplici gesti quotidiani. Questi uomini, queste donne, sono quelli che il papa chiama santi “della porta accanto”. Come dicevo, mi ha colto colpito questa espressione e leggendola ho subito cercato di dare un volto conosciuto, familiare, a questi santi, soffermandomi sulle tante porte che mi circondano.
Ma poi riflettendoci bene, ho pensato che tutto questo non basta: non è sufficiente passare dall’idea che il santo è una persona “unica”, “particolare”, all’idea (sottolineata dal documento) che la santità è per tutti. Tutto questo è un modo nuovo di vedere la santità, ma non ci deve bastare. E’ necessario che dietro una di quelle “porte accanto” ci sia io, ci sia tu, che stai leggendo.
Dobbiamo fare in modo che il nostro vicino, il nostro fratello, il nostro compagno di classe, il nostro collega di lavoro, il nostro cliente, abbiano la possibilità di dire che dietro quella porta, la nostra porta, ci abita un santo.

Con pochi euro potete comprarvi la vostra copia e ve ne consiglio caldamente la lettura.