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LA GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO

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LIBRI CONSIGLIATI

E’ il titolo del libro uscito in concomitanza della fine della Fase-2, curato da Paolo Scquizzato per la Gabrielli Editori.

Il sottotitolo “la preghiera nella grande prova” chiarisce immediatamente di che cosa si parla. Tra gli autori troviamo: Franco Barbero, Augusto Cavadi, Claudia Fanti, Paolo Farinella, Paola Lazzarini, Antonella Lumini, Alberto Maggi, Gianni Marmorini, Carlo Molari, Gianluigi Nicola, Silvano Nicoletto, Antonietta Potente, Gilberto Squizzato, Ferdinando Sudati, Antonio Thellung e Paolo Zambaldi.

E’ un libro che ho divorato, che vi consiglio e del quale provo a condividere qualche pensiero.

Avete a cuore la preghiera? La vostra, personale preghiera? Leggete questo libro.
Il perché, provo a spiegarvelo, ma se non avete voglia di arrivare alla fine del mio post, vi metto come prima cosa 4 punti fondamentali che potrebbero orientare la vostra scelta:

  • Sono 100 pagine quindi se lo leggete supini sulla sdraio del mare, non stancate le vostre braccia:
  • E’ stato scritto con il contributo di ben 16 autori più il curatore (scrivere 17 mi pareva brutto);
  • Ogni brano è chiaro, semplice, di facile lettura e si possono apprezzare i sentimenti personali di ogni autore rispetto ad uno stesso argomento;
  • Il ricavato dei diritti d’autore è devoluto in beneficenza;
    Già con queste premesse potete cliccare qui sotto e farvi, con pochi euro, un bel regalo.

Se invece volete saperne di più, ecco la mia breve sintesi che parte da un punto che personalmente condivido e che spiega bene anche lo spirito con il quale mi sono avvicinato a queste pagine. «E così oggi mi sto pian piano riconciliando con l’impotenza di Dio e la sua impossibilità di intervenire sul mondo degli uomini e sul corso degli eventi della creazione.» Lo scrive lo stesso curatore Paolo Scquizzato nel suo capitolo «Prego dunque divengo».
Perché in fondo, tutto parte da questa crisi che ha colpito molti cristiani quando, messi alle strette dalla pandemia, non hanno saputo fare altro che rivolgersi al “loro dio” (azzardiamo: “loro dei”?) per poi meravigliarsi se tutto restava inalterato e la pandemia anziché diminuire aumentava in tanti altri Paesi del pianeta mietendo vittime.
Ed ecco allora la necessità avvertita dal curatore e da gran parte degli autori di cercare di fare un po’ di chiarezza interiore ed approfittare di questo dramma sanitario, economico e sociale per domandarsi a quale Dio crediamo, qual è l’immagine di Dio che ci siamo fatti e come è cambiata nel corso di duemila anni di storia del cristianesimo.
Molto presente è la condanna di «episodi provenienti da epoche lontane e oscure» e di una «religione ufficiale» che «approfitta della situazione per inoculare e diffondere pratiche superstiziose» o di osservare come ci sia la necessità di una fede felice e liberatoria che prenda il posto della religione con la consapevolezza che possiamo far sparire il «Dio che mi fa la grazia», cancellato così come il «vasto mondo delle devozioni, del “madonnismo”, del suffragio, della messa come sacrificio espiatorio»
Non possiamo più pensare a un Dio «che interviene nelle vicende umane violando l’autonomia del cosmo. E mostrandosi, oltretutto, inspiegabilmente parziale (intervenendo solo a favore di alcuni ma non di altri, ingiustificatamente sordo (accogliendo un numero comunque ridotto di richieste) e incomprensibilmente distratto (avendo permesso che la situazione arrivasse al punto tale da richiedere il miracolo).
Il Dio di Gesù non può essere quello «dei Rosari vocali a macchinetta, delle assoluzioni dei peccati, dell’obbligo festivo, delle candele, delle processioni…»
Quando «sembrava che la comunità cristiana avesse finalmente capito» che non è più tempo di fare ricorso ai santi «alla loro intercessione, insieme con quella delle varie madonne» ma che ci si deve rivolgere direttamente al Padre, come insegnatoci da Gesù, ecco che arriva una calamità e si ritorna a rispolverare statue da portare in processione.
E purtroppo abbiamo dovuto assistere ad una inquietudine che si è manifestata «in un dilagare irrazionale di “asinerie” deliranti: spiegazioni pseudo scientifiche, messaggi da madonnari, folli proiezioni della permalosità umana su Dio […] una vera fiera della “cialtroneria del sacro” con Radio Maria e dintorni capofila.»
E’ ritornata in auge «la religione del mercato dove tutto si compra e tutto si vende, dove tutto è regolata dal gioco della domanda e dell’offerta […] noi sacrifichiamo, supplichiamo, digiuniamo, preghiamo, agiamo tutto come piace a te, e tu in cambio ci dai quello che ti chiediamo.»
In fondo potrebbe essere giusta la tesi secondo la quale «E’ la nostra immagine di Dio forse ad essere oggi inadeguata e addirittura non più credibile.» E magari proprio questo suo apparente silenzio ha portato molti pii cristiani a configurare «un vero e proprio caso di marianesimo» che è andato «ben oltre la semplice devozione, facendo affiorare l’esistenza di una religione parallela al cristianesimo […] avente per oggetto la Beata Vergine Maria.»
E’ giunto quindi il momento in cui «è assolutamente necessario ridefinire l’immagine di Dio.» Dobbiamo ritrovare una fede “adulta” per non rischiare di offrire «uno scivolo così diretto verso l’ateismo.»
Come fare? Come pregare dunque? Beh, questa parte del libro non ve la racconto. Compratelo, leggetelo, assaporate le tante riflessioni e stimoli in esso contenuti con la consapevolezza che «forse è giunto il momento di ripensare a fondo la nostra visione di Dio, in corrispondenza col nostro progresso culturale.»

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