Non come i magi ma come l’asino

Una breve riflessione, tra le tante che ognunə di noi può fare in questo periodo dell’anno in preparazione al Natale.

Non commettiamo lo stesso errore dei magi; loro, in un certo senso, credono già di sapere chi andranno a trovare: “un re” e ne sono così convinti al punto di “adeguare” i loro regali: oro, incenso e mirra.

E quando se lo trovano davanti, quei doni si dimostrano inadatti. Cosa se ne fa un bambino, nato da pochi giorni, di oro, incenso e mirra?

Noi corriamo lo stesso rischio; quello di conoscere (o meglio, di pensare di conoscere) già colui che a natale nascerà in quella grotta di Betlemme.

Con la naturale conseguenza che di anno in anno non cambia niente, tutto resta uguale, non c’è una vera e propria generatività perché siamo noi stessi che non diamo a Dio la possibilità di mostrarci l’assoluta novità di questo evento.

Dovremmo fare, invece, come l’asino che non è in grado (per il suo essere asino) di prevedere e immaginare cosa accadrà; avere il suo stesso stupore che lo colpisce quando entra nella stalla, si avvicina affamato alla mangiatoia per assaporare il suo gustoso fieno e invece ci trova un bambino. Lo guarda, capisce che non è commestibile, ma che è una cosa bella, dolce, amorevole, degna di nota, di attenzione e di ascolto e lascia da parte la sua fame, pensando che in quel momento, in quella situazione mutata rispetto alle sue aspettative, la cosa migliore da fare, il compito al quale è chiamato è quello di riscaldare con il suo fiato quel cucciolo d’uomo.

Auguriamoci allora, per una volta, di essere un po’ meno sapienti e un po’ più asini.

Buon Natale.

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Accanto alla figura di Gesù e al suo insegnamento, i Vangeli ci presentano tanti personaggi che lo hanno incontrato durante i tre anni di quello che viene comunemente definito il suo “ministero pubblico”. In queste pagine ho provato a dare voce, pensieri, sentimenti ad alcuni di loro.

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